Educative farm

Percorsi educativi all’interno della “CORTE DELL’ABBADESSA”

La Fattoria didattica presente all’interno dell’Azienda Agricola Biologica CORTE DELL’ABBADESSA ha ormai consolidato un’esperienza più che decennale nel campo dell’introduzione alla conoscenza del territorio rurale ed in generale del legame esistente fra alimentazione e patrimonio storico-culturale.

Si occupa da anni dell’educazione dei propri allievi al consumo consapevole attraverso la comprensione delle relazioni esistenti fra produzione, consumi alimentari ed ambiente, nella prospettiva di uno sviluppo sostenibile.

Associa alla conoscenza dei cicli biologici animali e vegetali e dei processi di produzione, la trasformazione e conservazione dei prodotti agricoli locali in relazione alle attività agricole praticate in azienda, proponendo un’ offerta formativa coerente con l’orientamento produttivo aziendale.

Concorda, prima della visita, con gli insegnanti, gli obiettivi educativi da raggiungere e il programma da realizzare con la classe, fornendo alle classi il materiale didattico di supporto.

Prevede l’itinerario in funzione dell’età dei ragazzi e dei programmi dei cicli scolastici, accogliendo un numero di bambini proporzionato al numero di operatori presenti in azienda.

Predispone schede di valutazione dell’esperienza in fattoria e modalità feed-back tra azienda e classi.

Organizza percorsi di mezza giornata, di una giornata intera o più giorni come nel caso dei campi estivi promossi in collaborazione con altre realtà radicate sul territorio tra cui il comune di San Lazzaro.

Al suo interno c’è la possibilità di fruire di assaggi, spuntini e merende a kilometro zero, nel rispetto di eventuali allergie, intolleranze o problemi particolari.

 

 

1° L’OLIVO ALBERO DI LUNGA VITA – LA “SPREMUTA” DI OLIVE
Nell’area mediterranea e nel Medio Oriente si mangiavano olive già più di 10.000 anni fa. Nella provincia bolognese abbiamo trovato traccia di olivi pluricentenari ancora esistenti. Il trattista di arte culinaria B. Scappi elogiava le “dolci, grosse e perfette” olive che si producevano sulle colline circostanti la città di Bologna. In questa terra insolita per la coltivazione dell’ulivo, la causa dell’abbandono fu con ogni probabilità la violenta e drastica gelata alla fine del ‘700. Il cambiamento delle condizioni atmosferiche ha favorito negli ultimi decenni la coltivazione nella nostra zona di questi particolari alberi da frutto che superano periodi di siccità che sarebbero mortali per altre piante e che stanno cambiando il panorama delle nostre colline.
Questo percorso si svolge sia sul campo che nell’aula didattica passando dalla storia, alla cura, alla potatura, alla raccolta ed alla degustazione dell’olio prodotto in azienda direttamente sul pane preparato da noi, facendoci riscoprire anche il semplice ed eccezionale sapore delle bruschette di una volta.

Programma in collaborazione col Parco dei gessi: due incontri a scuola ed uno in azienda:
• Consegna della dispensa che focalizza i tre momenti delle attività:
a) L’ulivo nella STORIA
b) L’ulivo sotto l’aspetto BIO-COLTURALE
c) L’ulivo nell’ALIMENTAZIONE

• Attività manuali:
a) Costruiamo la lucerna approfondendo il punto a) cioè quello storico antropologico
b) Piantiamo l’ulivo nel giardino della scuola.

Le attività manuali saranno organizzate prima una o l’altra tenendo conto del bel tempo.
Incontro in fattoria:

• Osserviamo come si integra l’attività agricola all’interno di un equilibrio delicato come quello di un Parco
• Guardiamo l’uliveto da vicino approfondendo l’aspetto b) del programma
• Facciamo merenda con una degustazione dell’olio prodotto direttamente in azienda approfondendo l’aspetto c) dell’incontro in classe

2° COME CI CURAVAMO QUANDO NON C’ERANO LE MEDICINE? RACCOGLIENDO LE PIANTE NELL’ORTO OFFICINALE
Con i principi attivi che sono contenuti nelle piante si producono le medicine e quindi dobbiamo saperle riconoscere dalle foglie, dai fiori quindi giriamo tra le essenze dell’orto botanico sul campo annusando anche le piante per capire che odore hanno. Raccogliamo i campioni, li cataloghiamo ed elaboriamo un quadernetto erboristico che possiamo conservare con la carta assorbente.
Con l’aiuto di una “piccola enciclopedia delle piante officinali” che ci verrà data all’arrivo in fattoria riusciremo a collegare il materiale raccolto alle schede che vi sono per ogni essenza fissando così praticamente la pianta alla sua funzione curativa.
Prepareremo una serie di tisane dolcificate con il nostro miele per sentire anche il sapore che rilascia la pianta in infusione e che in infusione possiamo utilizzare tante foglie non solo il the o la camomilla.

3° IMPARIAMO A CONOSCERE I POPOLI ATTRAVERSO I LORO PIATTI TIPICI
Globalizzazione, multietnicità, le classi sono sempre più composte da bambini con caratteristiche e usanze diverse accorciamo le diversità anche comprendendo cosa si mangia in certi paesi capendo il perché delle loro tradizioni culinarie. Partendo dai piatti più significativi analizziamo gli elementi da cui sono composti e cominciamo a preparare delle semplici ricette rappresentative di alcune parti del mondo, prima segnandole sul ricettario e poi cucinandole insieme. Seguirà una degustazione per sentire il sapore se è diverso da quello a cui siamo abituati e se ci piace.

4° A TU PER TU CON LE API, CHE STRANA SOCIETA’
Scopriamo il loro mondo così laborioso, selettivo ed organizzato attraverso una rigida divisione dei compiti: api spazzine, nutrici, architette, magazziniere, ventilatrici, guardiana, bottinatrice ed una super mamma (la regina) con un milione di figli.
Studiamo il loro corpo e le loro differenze fisiche. Osserviamo la vita nelle arnie, impariamo come si smiela e si prepara il miele. E della cera cosa ne facciamo? Tante belle candele di tutte le forme, con piccoli gruppi di bambini sciogliamo la cera e la mettiamo negli stampini per darle una forma oppure facciamo una colorata candela con lo stoppino che portiamo a casa per ricordo.

5° DA DOVE INIZIA LA STORIA DEL TUO VESTITO?….IN CAMPAGNA
Viaggio alla scoperta delle fibre naturali ed artificiali. Cominciamo a vedere le piantine (canapa, lino,..) e gli animali ( le pecore) che ci forniscono le fibre.
Poi la cosa più divertente chiamiamo il gregge vicino con un po’ di pane, ne catturiamo una e impariamo come si tosa la pecora. Rimane per terra il suo cappotto tutto intero!
Tocchiamo campioni di fibre per imparare a riconoscerle, vediamo gli attrezzi con cui cardarle, filarle e tesserle. Raccogliamo dei ciuffi di lana appena tosata, la laviamo e la coloriamo con le piante (per es. bacche di sambuco).

6° PET EDUCATION – IMPARIAMO A FRATERNIZZARE CON GLI ANIMALI ED A RISPETTARLI
Avviciniamo i bambini al mondo animale, cerchiamo di uscire da noi stessi focalizzando l’attenzione sul mondo esterno, sui bisogni degli altri ed interagendo con loro riusciamo a socializzare meglio anche tra noi.
Capire cosa vuol dire prendersi cura di qualcuno dando loro da mangiare, spazzolandoli, accudendoli, capire che gli animali non sono giocattoli che si abbandonano, capire che ci sono anche altri luoghi dove ci sono animali meno fortunati dei nostri che possono aver bisogno del loro aiuto (Gattili – Canili).

7° COSTRUIAMO L’ALFABETO DEL BOSCO
Iniziamo con una passeggiata nel bosco con l’osservazione delle piante, degli animali, delle tracce e dei nidi.
Raccogliamo il materiale ed iniziamo a catalogare : A…come Acero, B..come Bosso, C ..come Carpino,
E..come Elfo (?????) Ma c’è anche qualcosa di magico e di fantastico nel bosco?
Scopriamoli nei racconti tradizionali una volta rientrati in fattoria magari davanti al camino con una buona tisana calda con tanto miele.